La Statua della Madonna dei Martiri
Negli anni 1836-1837 ci fu nel Regno delle Due Sicilie un'epidemia di colera che anche a Molfetta provocò parecchie morti. Nel 1840, per ringraziare dello scampato pericolo e soddisfare una suo voto verso la Vergine, il molfettese Mauro Oronzo Valente commissionò una statua di legno di altezza naturale (m. 1.34) della Madonna sovrastata da due angeli che reggono un manto di stoffa simbolo di divina regalità allo scultore napoletano Giuseppe Raffaele Gennaro Verzella, e la donò al Santuario.
Il committente pose la condizione, per sé e per i suoi discendenti, che la processione sfilasse davanti alla sua abitazione, sita in via Vittorio Emanuele 29.
La statua venne benedetta in Cattedrale dal Vescovo GIOVANNI COSTANTINO il 30 agosto 1840. In tale occasione i frati Francescani chiesero ed ottennero permesso al Capitolo, per devozione alla Vergine, la concessione di poterla accompagnare in processione fino alla chiesa di San Domenico dopo la benedizione.
Descrizione
Il culto per la Madonna dei Martiri era sorto intorno all'icona, raffigurante il busto della Vergine che stringe al petto Gesù Bambino (Madonna Eleoulosa) che risalirebbe al 1188. Per lunghi anni, l'icona fu oggetto di particolare venerazione da parte di tutti i molfettesi ed, in particolare, dei marinai, che eressero la Madonna loro Protettrice e ancora La invocano nei momenti di pericolo.
Nella festa il quadro veniva portato solennemente in processione, con largo consenso dei pellegrini.
Nel 1761 Mons. Celestino Orlandi (1754-1775), Vescovo di Molfetta, nella sua Relazione ad Limina, lamenta l'affievolirsi della devozione del popolo verso la miracolosa Immagine della Vergine; per riaccenderla la fa perfettamente restaurare e la arricchisce di Indulgenze Plenarie e Istituisce la Novena della Nascita di Maria SS.ma.
L'usanza di portare in processione la statua in legno, al posto dell'icona, ebbe inizio nel 1870. La statua fu molto gradita dal popolo, anche perché offriva più spazio per appendervi gli ori ex-voto che aumentavano di anno in anno e che testimoniano l'amore filiale dei devoti e la riconoscenza per i miracoli ricevuti. Il trasporto via mare era affidato ad una coppia di bilancelle (oggi sono due motopescherecci)su cui si allestiva una speciale impalcatura a guisa di trono.
La tradizione
Nel 1977 venne restaurata ad opera di Raffaele Lorenzoni di Polignano a Mare. In seguito, nel 1994, è stata dotata di una nuova base ad opera dello scultore Padre Andrea Martini di Castel Baronia (Avellino), autore anche della "Stella Maris", statua posta nel piazzale antistante la Basilica.
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